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lunedì 5 dicembre 2011

Rosa

Rosa dolce vestita d'infinito,
le tue candide lacrime purificano
l'anima dallo stesso respiro,
intriso di dolore e fumo grigio
di un cielo inconsapevole.
Dolce Rosa,
la tua pioggia è neve e primavera,
per chi la sa osservare,
che cade nella notte
davanti ad un vetro solitario,
ai margini di un bosco
che nessuno conosce.
E' anima
la tua figura avvolta nei capelli,
in una coperta calda e soffice
di sogni e poesia.
Io ti amo,
non ti conosco ancora
ma ti amo,
non per la parola in sé
che ruba tempo e pensieri
a genti che non vediamo;
ti amo per un istante
in cui comparisti nel mio giardino,
tenera e piangente di rugiada,
sola nel vento
che ti strappò via le foglie.
Perdona queste mani
che ti colsero inconsapevoli
dalla tua terra,
ormai dimenticata,
e schiudi le tue labbra ancora
per me,
per respirare dai tuoi petali
la vita che lentamente scorre
nell'ombra tenera
dei tuoi capelli.


 
Cristiano Bartolomei