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sabato 19 dicembre 2020

Cosi scomparve







Una rosa non è 

Una rosa

Se non ne senti il profumo

E ti immergi nel colore

Di corolla vellutata e ombre sottili.

La sua pelle non era,

Dunque,

Una rosa,

Un petalo, forse,

Alla luce dell'alba?

Una lacrima di brina,

Riflesso di occhi profondi?

Guance e labbra delicate,

Appena sbocciate

Da eterna giovinezza;

Di bianco silenzioso,

Il nome di un nuovo colore,

Eri dipinta 

da mani divine.

Il segreto dell'immagine

È nell'amore del nostro sguardo,

Così scomparve quel fiore

E rimase per sempre

La mia rosa.


Cristiano Bartolomei

lunedì 10 febbraio 2014

Una rosa sul mio cuscino - A rose on my pillow

Una rosa sul mio cuscino
fiorisce ogni mattino,
rossa come il tramonto,
blu sull'acqua di uno stagno
mentre cala la notte,
si illumina di brina,
si colora con il Sole.
Intorno l'erba canta
col vento di speranza,
riappare su un ruscello
che scende fino a valle,
aggrappata a un ramo
di abete grigio neve,
distesa la mia rosa
nell'acqua si disseta,
si ferma ormai stanca,
la vedo in lontananza,
eppure è qui vicino
distesa sul cuscino.


Cristiano Bartolomei


A rose on my pillow
blooms every morning,
red like the sunset,
blue on the water of a pond
when night falls,
lights of frost,
is colored with the Sun
Around the grass is singing
with the wind of hope,
reappears on a stream
going down to the valley,
clinging to a branch
fir gray snow,
lying my rose
quenches her thirst of water,
stops tired,
I see her in the distance,
and yet  is here close
lying on the pillow.


Cristiano Bartolomei




lunedì 5 dicembre 2011

Rosa

Rosa dolce vestita d'infinito,
le tue candide lacrime purificano
l'anima dallo stesso respiro,
intriso di dolore e fumo grigio
di un cielo inconsapevole.
Dolce Rosa,
la tua pioggia è neve e primavera,
per chi la sa osservare,
che cade nella notte
davanti ad un vetro solitario,
ai margini di un bosco
che nessuno conosce.
E' anima
la tua figura avvolta nei capelli,
in una coperta calda e soffice
di sogni e poesia.
Io ti amo,
non ti conosco ancora
ma ti amo,
non per la parola in sé
che ruba tempo e pensieri
a genti che non vediamo;
ti amo per un istante
in cui comparisti nel mio giardino,
tenera e piangente di rugiada,
sola nel vento
che ti strappò via le foglie.
Perdona queste mani
che ti colsero inconsapevoli
dalla tua terra,
ormai dimenticata,
e schiudi le tue labbra ancora
per me,
per respirare dai tuoi petali
la vita che lentamente scorre
nell'ombra tenera
dei tuoi capelli.


 
Cristiano Bartolomei