Se fossi rimasto più a lungo,
se avessi ascoltato, capito,
intuito.
Tutto ruota intorno ad un se,
una possibilità espressa
in due lettere,
un'azione conclusa
con l'inconcludenza.
Se, una semplice particella
che racchiude tanti verbi
all'infinito.
Se fossi rimasto più a lungo,
se avessi ascoltato, capito,
intuito.
Tutto ruota intorno ad un se,
una possibilità espressa
in due lettere,
un'azione conclusa
con l'inconcludenza.
Se, una semplice particella
che racchiude tanti verbi
all'infinito.
Ci sono luoghi che mi mancano
senza averli mai visti.
Come se li avessi già vissuti,
abbandonati e poi ritrovati.
Strade, paesaggi,
in un sogno,
popolano i miei desideri.
Un senso di vuoto mi divide
da ciò che sono
e ciò che forse sono stato.
Parole non pronunciate
mi legano ai non ascoltatori,
viandanti inconsapevoli
di un silenzioso passaggio.
Cristiano Bartolomei
C'è nell'aria qualcosa di nuovo, forse il profumo della Primavera che splende tra gli alberi. Mi mancano i campi incolti e la campagna disordinata. Un ruscello si inoltra tra gli aranci, l'ombra culla i miei sogni di bambino curioso. Poche parole, semplici gesti. Ricordo il mio silenzio, quando nonno mi portava nel suo giardino e dava da mangiare alle galline. Tirava fuori le uova, come gemme, dall'antica casetta di pietra e si rinnovava il mistero della Natura. Tutto profumava, il muschio verde scuro dava un tocco di colore alla piccola panca di pietra, sotto il pergolato. L'acqua della sorgente muoveva i fili d'erba chiara, le bollicine d'aria mi correvano incontro. Immergevo le dita nell'acqua fresca, viva, era una sorgente divina. Mi disseto ancora da quell'acqua pura, e dove c'erano gli alberi, giace nuda la terra, fino alle grate delle piccole finestre della casetta di pietra.
La sorgente è stata sepolta, come per coprire un passato che non ritornerà.
Osservo intorno la desolazione, il silenzio è profondo, immenso, mi tocca l'anima, mentre ingoio bocconi vuoti di tristezza e nostalgia. Niente è più come prima, persino gli uccellini sono scappati, forse disorientati dal luogo in rovina.
Ma i miei ricordi sono nitidi, le voci, le parole fluttuano come fa il vento tra le foglie. Mi sembra di udire un rumore di risacca, non vedo la schiuma delle onde, le ombre della spiaggia bagnata. Vorrei nuotare verso l'orizzonte, ma torno indietro sulle mie tracce, prima che l'acqua ingoi completamente ogni segno del mio passaggio. Il cuore è un antico sistema di rovine silenziose, alcune costruzioni resistono intatte. Intorno tutto è cambiato, lo sento in ogni battito, in ogni movimento del petto che si allarga, inspirando i languidi paesaggi dell'assenza. Mi ritrovo solo in questo luogo addormentato, il mio giorovagare non è stato un brutto sogno, è sempre la stessa questa vita che mi insegue, col suo continuo rifiorire. Quelle antiche acque di sorgente sono lacrime sospese nel verde taciturno di un mattino di Primavera. Provo a correre lungo la strada sterrata, i rumori che una volta mi facevano compagnia, adesso mi spaventano. Cerco di risvegliare i miei piccoli sogni, mentre accarezzo un filo d'erba. Intanto il Sole si nasconde dietro la collina, riappare timida la Luna nel cielo ancora chiaro, sul finire del mio piccolo viaggio solitario.
Cristiano Bartolomei
Rivedo i vicoli antichi, silenziosi,
come i miei passi di bambino.
È scomparsa la fantasia, il gioco,
le voci sono lontane.
Un vecchio portone, come allora,
custodisce il mio ricordo,
testimone inconsapevole
di un dolce passato.
Una stradina,
un universo senza confini.
Ritornano i volti,
i sorrisi, la dolcezza,
i racconti di altre vite,
giocattoli di luce
e tenerezza
per un piccolo mendicante di sogni.
Cristiano Bartolomei
I see the ancient, silent alleys,
my baby steps.
The fantasy, the game are disappeared,
the voices are far away.
An old door, like then,
keeps my memory,
unwitting witness
of a sweet past.
A small street,
a universe without borders.
Faces return,
the smiles, the sweetness,
the tales of other lives,
toys of light
and tenderness
for a little mendicant of dreams.
Cristiano Bartolomei